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Chi si affaccia per la prima volta al mondo Twitter (il classico neofita) potrebbe essere indotto a pensare che “Twitter sia uno strumento valido per condividere contenuti di diversa natura…”. Questa è indubbiamente una risposta giusta ma parziale.

Chiunque consideri Twitter come una “discarica” di pensieri, idee e contenuti, al pari di un secchio senza fondo, dove poter riversare tutto, commette un’inesattezza, poiché sta ignorando integralmente il concetto di condivisione (def: “Avere unitamente ad altri, con piena partecipazione…”).

Twitter - Rispettiamo i contenuti

Dunque è necessario, per comprendere a pieno le potenzialità di Twitter, migliorare la nostra ipotesi di partenza e ammettere che “Twitter è uno strumento valido (validissimo) per condividere ed apprendere dagli altri contenuti di diversa natura…”

Twitter non è, e non deve essere inteso come una chat raffinata con molteplici applicazioni, ma, al contrario, deve essere pensato come uno strumento di comunicazione “aperto”. In questa ottica, quindi, diventa fondamentale:

  1. partecipare, interagire con gli altri, rispondendo e facendo domande, facendosi coinvolgere dalle discussioni;

  2. curare al meglio i contenuti che condividiamo (anche il miglior “comunicatore” se non dispone di contenuti di una certa rilevanza non avrà possibilità di sfruttare al meglio le proprie tecniche).

 

È importante comprendere che con “la cura dei contenuti” intendiamo la necessità/esigenza di dare a chi ci legge qualcosa di speciale:

  1. Informazioni che non si possono trovare facilmente o, nei casi migliori, che solo noi abbiamo.

  2. Riflessioni personali su argomenti di sicuro comune interesse: ad esempio postare attraverso i nostri Tweets dei dubbi, delle considerazioni sullo stesso Twitter sarebbe sicuramente una mossa vincente o comunque di interesse veramente comuni.

  3. Piccoli sondaggi creati da noi intorno ad argomenti di una certa rilevanza: questo non significa necessariamente proporre quesiti “pesanti” di natura esistenziale o riferiti a singole e passeggere bolle mediatiche (“peggio mi sento” – nota DocnRolla ) (“Destra o sinistra?” – “Chi ha veramente ucciso Meredith?”).

  4. Contenuti non solo testuali: immagini, link, etc.: Twitter è in grado di soddisfare le nostre voglie di condivisione…se non ci riesce da solo si fa aiutare dalle applicazioni esterne.

  5. informazioni in diretta (imparare dagli altri è una qualità fondamentale, anche in Twitter): pensiamo a Repubblica.it che ha più canali aperti sulla “diretta” della nazione. Applichiamo queste esperienze al nostro microblogging: quindi per esempio, possiamo utilizzare il nostro Twitter quando siamo in una manifestazione importante, un convegno o un qualsiasi evento di comune interesse (“evitando, come la peste, noiose cronache giornaliere, scadenzate da inutili particolari della sfera privata” – nota DocnRolla).

Infine chi ci segue lo fa perché ci reputa delle persone interessanti, che hanno qualcosa di “serio” da dire, quindi, perché deluderle?

Consiglio DocnRolla: “Buoni contenuti invoglieranno altri utenti a “seguirci”, ampliando, di conseguenza, il network del nostro Twitter”.

 

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