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Finalmente sia Bing che Google hanno confermato (intervista a Danny Sullivan riportata da SEOmoz) che i contenuti condivisi attraverso Twitter e Facebook hanno un impatto diretto sulla SERP, cioè in parole povere i due Social Network influenzano il SEO. Questo è stato a lungo un sospetto della maggioranza dei SEO (in realtà, molti SEO lo avevano già capito a novembre 2009, in seguito alla partnership tra Google,  Bing e Twitter), ma, ovviamente, ottenere questa conferma ufficiale è un sostanziale passo in avanti.

Google e Bing

Di certo questa non è stata l’unica rivelazione che Danny Sullivan ha fatto nella sua intervista. Infatti emerge che se un articolo è retweet o, comunque, molto presente in Twitter, ad esempio, questo può essere considerato come un flusso di link non-nofollow (stesso discorso vale per i "mi piace" e "condividi" in Facebook)

Sia Bing che Google misurano in modi diversi l’autorità del profilo Twitter e Facebook attraverso parametri che guardano l’autore, i follower e i following, considerando sempre come dato fondamentale, in un’ottica di coerenza, il rapporto tra ciò che viene condiviso e chi lo condivide.

In questo contesto, quindi, appare importantissima la provenienza e la diversità delle fonti di condivisione sui Social Media (Facebook e Twitter). Pertanto appare scontato che sia meglio avere 50 tweet provenienti, ad esempio, da 50 account Twitter diversi che 50 tweet provenienti da uno stesso account Twitter.

Altro fattore molto importante è la tempistica (vedi questo post) e le modalità della condivisione all’interno dei Social Media, infatti, se, da un lato, risulta importante condividere informazioni (tweet, post su Facebook) sempre nuove, è, altrettanto, importante avere un flusso di condivisione riguardante notizie (tweetpost su Facebook) più "datate". Infatti, la continua condivisione di queste ultime (continua presenza di flussi di notizie "vecchie" su Facebook e Twitter) conferisce autorità agli argomenti, dimostrando un interesse ed un valore duraturo nel tempo.  

Come abbiamo detto all’inizio di questo post entrambi i motori di ricerca Bing e Google tengono in grande considerazione gli utentii che seguono i nostri account, con grande attenzione per gli argomenti che essi trattano. Pertanto in questa ottica è importantissima la qualità, l’affidabilità di chi ci segue o, comunque, partecipa alle nostre attività di Social Media. Così si acquista maggiore autorevolezza, quando il rapporto, che lega il nostro account Social Media (Facebook e/o Twitter) e i nostri follower e following, è estremamente serrato, sia negli argomenti trattati che nelle keywords inserite. Dunque appare evidente che, entro certi limiti, è preferibile possedere un account (Facebook e/o Twitter) con pochi follower, ma estremamente connessi tra loro e con noi (per argomenti e per keywords) che, un account con numerosissimi follower che non posseggono un’identità chiara circa l’argomento e le keywords

Concludendo quindi, ancora una volta, le news dai motori di ricerca confermano il trend degli ultimi anni circa la qualità e non la quantità delle azioni intraprese all’interno del web2.0. La qualità dei contenuti (intesa come originalità, accuratezza) risulta essere, dunque, importante per migliorare il nostro posizionamento nella SERP, in tutta l’azione On-Page (i post di un blog ad esempio), così come nelle strategie Off-Page all’interno dei Social Media (come Facebook e Twitter, ad esempio).

Finita definitivamente l’era della quantità e degli account spammosi i motori di ricerca (Google e Bing, in questo caso) cercano di migliorare le variabili che determinano il PageRank in favore della qualità, valutandola in tutti gli ambienti di condivisione (Facebook, Twitter per fare un esempio), facendo entrare di fatto ed a tutti gli effetti i Social Media come variabile fondamentale nella determinazione della link popularity degli utenti della Rete. Passo ulteriore questo, noi crediamo, verso un declino ormai inesorabile del blogging e di tutte le sue manifestazioni. In futuro forse si dirà che il conferire importanza, oggi, da parte di Google e Bing, ai Social Media, come Twitter e Facebook, sia stato l’inizio della fine dei magnifici blog e di tutto il loro entourage.

Pertanto, molto probabilmente, nonostante articoli di questo tenore ( Why Social Media will never replace my website), stando così le cose, risulterà, in futuro, molto più conveniente una forte presenza sui Social Media con un costante richiamo non più ad un blog e a piattaforme gratuite di blog (vedi Blogger.com, Splinder, lo stesso WordPress), ma direttamente alle fonti, come documenti Pdf (tanto graditi ai motori di ricerca), direttamente caricati sulla root del nostro server o presentazioni condivise su altri Social Media come, ad esempio, http://www.slideshare.net/  o alle note dello stesso Facebook.

Certezza rimane quella del ruolo del SEO che risulta sempre più importante, mettendo a dura prova la professionalità e l’inventiva degli operatori, data la complessità degli strumenti con i quali ci si deve misurare (ottimizzazione e posizionamento account Facebook e Twitter nella SERP di Google e Bing).

In questo scenario come si evolverà il ruolo del SEO?

 

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