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Dopo una lunga pausa a causa delle difficoltà incontrate da me e Dr.D nel cambiare dominio al blog Docnrolla, riprendiamo dal punto in cui ci eravamo lasciati e cioè da come scrivere un post perfetto. Nel precedente post abbiamo visto come è possibile, con un po’ di organizzazione, in poco tempo, affinare un’idea per l’argomento di un post, reperire le fonti, studiare gli altri, schematizzare per punti la nostra idea del post, verificare ciò che abbiamo intenzione di scrivere. In questo articolo invece vedremo come nella pratica strutturare un post.

Post Perfetto


SCRIVERE UN POST PERFETTO

Molto spesso, se abbiamo fatto tutti i passi necessari fin qui detti, lo scrivere il post diventa una semplice azione compilativa. Il segreto è  nello schema che ci siamo costruito. Infatti ogni punto della nostra scaletta può diventare un semplice paragrafo del nostro post perfetto, quindi basterà tecnicamente riempire gli spazi bianchi tra un punto e l’altro con i nostri pensieri. In questa fase possiamo sicuramente scrivere "a mano libera" non curandoci particolarmente della distribuzione delle keywords e della loro densità (keywords density). Di questo ci preoccuperemo in seguito. Ora è importante curare la logica e la coerenza del nostro post.

Nella maggior parte dei casi, una buona idea, per mantenere la coerenza e la logica del post (ipotesi – procedimento – tesi ) basta descrivere il come, il quando e il perchè siamo arrivati a scrivere il nostro post perfetto. Ci dobbiamo convincere del fatto che scrivere un post è come raccontare una storia a delle persone che la vedono come noi e magari hanno il nostro stesso approccio alle cose, quindi non servono poi tanti fronzoli per essere chiari. 

Stiamo attenti alla lunghezza del post. Non conviene mai esagerare ne in un senso ne nell’altro, cioè non è necessario scrivere chilometri di post, ma non è nemmeno "produttivo" essere eccessivamente telegrafici. Ricordiamoci che a Google, così come gli altri motori di ricerca, piacciono le parole nei post, quindi siamo esaustivi e non prolissi ed fidiamoci ancora una volta la teoria del giusto mezzo. Per gli amanti dei numeri un 1000 parole vanno più che bene.

Quindi se ci siamo dati da fare, a questo punto della storia, possediamo un qualcosa che assomiglia ad un post, ma ancora non siamo assolutamente vicini al nostro post perfetto, questo perchè ciò che abbiamo scritto possiede solo la coerenza e la logica giusta, pecca ancora di forma.

Procediamo alle prime modifiche del nostro post. La prima cosa da fare è scrivere una piccola strana introduzione. Nulla di trascendentale, un paio di capoversi al massimo (sei righi non di più), all’interno della quale fare una sorta di riassuntino, una descrizione. Spiegare in poche parole cosa diremo nel post, non è assolutamente una brutta idea, specialmente se in questa piccola descrizione ci mettiamo le giuste keywords e se riusciamo ad incuriosire il lettore. Questo modo di introdurre il post, garantisce un buon rapporto che con l’utente, che è in grado di sapere subito se nel nostro post c’è quello che cerca oppure no. Inoltre ci consente di inserire un piccolo indice del post, che, guarda caso, non è altri che il nostro schema, che abbiamo realizzato quando stavamo solamente ancora pensando al post. Del vantaggio di inserire un indice (sommario) nei primi righi del testo o comunque al suo interno, parleremo in un prossimo post: CONTROLLARE FORMATTAZIONE POST E TESTO.

Cosa molto importante quando modifichiamo la struttura del post che stiamo scrivendo è prestare la massima attenzione a come chiudiamo il post. Infatti dopo aver inserito la nostra descrizione, che ci ha permesso di incuriosire il lettore, dopo aver spiegato il nostro punto di vista attraverso ipotesi – procedimento – tesi, è necessario invitare il lettore del post a fare qualcosa. Quindi si chiude sempre il post con una chiamata all’azione. Questa può essere un widget che invita il lettore a condividere sui Social Media (Facebook Twitter Friendfeed ad esempio) o semplicemente una domanda che invita il lettore al dibattito attraverso i commenti o tutte e due le soluzioni insieme. Un’altra idea sarebbe far scaricare una nostra guida in formato Pdf, ad esempio, che tratti l’argomento del nostro post in forma ancora più dettagliata. Altro esempio di chiamata all’azione potrebbe essere quella di un’iscrizione alla nostra newsletter.

Ovviamente questa struttura del post è assolutamente arbitraria, pertanto se ne trovate una diversa fatecelo sapere qui nei commenti alla fine del post, mi farebbe piacere confrontarmi con un altro punto di vista.

Consiglio Docnrolla: qualunque cosa decidiamo di mettere come chiamata all’azione del nostro post non esageriamo cerchiamo anche di rispettare chi ci legge, non bombardandolo con le richieste, magari a discapito dei contenuti.

Per concludere questo paragrafo dedicato allo scrivere il post perfetto abbiamo pensato di inserire un elenco di possibili alternative alla nostra struttura appena descritta:

FONTE: WWW.TESTATO.IT

[ESEMPIO 1] POST NARRATIVO

  1. pensiero di apertura
  2. paragrafi multipli

[ESEMPIO 2] POST STRUTTURATO

  1. tesi
  2. introduzione post
  3. dichiarazione di transazione
  4. punti importanti con elaborazioni
  5. conclusioni
  6. chiamata all’azione

[ESEMPIO 3] POST PER MONETIZZARE

  1. pubblicità
  2. introduzione con keywords
  3. pubblicità
  4. lista con link di affiliazione
  5. esposizione caratteristiche prodotto
  6. pubblicità
  7. inscrizione newsletter
  8. pubblicità
  9. caratteristiche del prodotto
  10. chiamata all’azione
  11. chiamata all’azione alternativa
  12. Pop-up quando il lettore cerca di andarsene via

 

 

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